Settantacinque anni di Panathlon, con lo sguardo rivolto ai giovani

Il Panathlon celebra 75 anni: presentato a Ca’ Farsetti il programma dell’anniversario
16/09/2026
Il Panathlon celebra 75 anni: presentato a Ca’ Farsetti il programma dell’anniversario
16/09/2026
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Settantacinque anni di Panathlon, con lo sguardo rivolto ai giovani

VENEZIA 19.09.2026. FOTOATTUALITA’. SCUOLA GRANDE SAN GIOVANNI EVANGELISTA. CERIMONIA PER I 75 ANNI DALLA FONDAZIONE DEL PANATHLON E PREMIO FLAMBEAU D’OR.

Alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista il Panathlon Club Venezia ha celebrato i suoi 75 anni e le origini veneziane del movimento panathletico, insieme al Panathlon International. Il Flambeau d’Or a Francesca Porcellato e Bashir Abdi. Le lectio magistralis di Andrea Rinaldo e Mattia Losi e la presenza attiva dei giovani hanno posto al centro educazione, inclusione e responsabilità verso il futuro.

Settantacinque anni di storia, con lo sguardo rivolto al futuro. Sabato 19 settembre la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista ha ospitato le celebrazioni per il 75° anniversario del Panathlon Club Venezia, nato il 12 giugno 1951 e primo Club di quel movimento panathletico che, partendo da Venezia, avrebbe assunto negli anni una dimensione internazionale.

Una storia oggi rappresentata dal Panathlon International, presente alla celebrazione con il suo Presidente, avv. Giorgio Chinellato, e che proprio a Venezia ha voluto condividere questo importante momento delle proprie radici.

Ad accogliere gli ospiti, nella prestigiosa sede della Scuola Grande, il Presidente del Panathlon Club Venezia, Gian Antonio Simoni Gaudenzi, assieme al Guardian Grande della Scuola, notaio Paolo Chiaruttini, anch’esso socio del Club lagunare: una presenza congiunta che ha sottolineato il profondo legame tra il Panathlon Venezia, la città e una delle sue istituzioni storiche più significative.

Il programma ha saputo unire memoria e futuro. Dopo l'introduzione di Roberto Papetti, Direttore Editoriale de Il Gazzettino, le lectio magistralis di Andrea Rinaldo e Mattia Losi hanno offerto due prospettive diverse e complementari.

Rinaldo ha affrontato il rapporto tra Venezia, l'acqua e il suo territorio, richiamando le grandi sfide ambientali che attendono la città. Particolarmente intensa la lectio di Mattia Losi, dedicata alla conoscenza, all'educazione e alla responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. Un intervento che ha invitato a guardare avanti, ricordando come il valore di una storia lunga 75 anni si misuri anche nella capacità di renderla viva e consegnarla a chi verrà dopo di noi.

E i giovani non sono stati soltanto al centro delle parole.

Significativa è stata infatti la presenza degli studenti dell'Istituto Barbarigo, protagonisti assieme alla loro Preside prof. Rachele Scandella, durante l'intera giornata nel servizio agli ospiti, dall'accoglienza e dagli aperitivi fino alla serata di gala. Un'esperienza concreta di partecipazione, responsabilità e inclusione, vissuta fianco a fianco con gli adulti e perfettamente coerente con lo spirito della giornata.

Proprio i giovani hanno rappresentato uno dei fili conduttori dell'anniversario: non semplicemente destinatari dei valori del Panathlon, ma persone da coinvolgere direttamente, dando loro fiducia, responsabilità e spazio. È la stessa direzione nella quale il Panathlon Club Venezia sta lavorando attraverso il Panathlon Junior Venezia, per costruire un ponte tra la storia del Club e le nuove generazioni di sportivi, tecnici e dirigenti.

Il momento più solenne della cerimonia è stato la consegna del Flambeau d’Or, alla memoria di Antonio Spallino, massimo riconoscimento del Panathlon International, a Francesca Porcellato e Bashir Abdi. Due grandi storie di sport, diverse tra loro ma accomunate dalla capacità di affiancare ai risultati agonistici una forte dimensione umana, sociale ed educativa.

Porcellato, protagonista di dodici edizioni dei Giochi Paralimpici, è da anni un riferimento dello sport paralimpico internazionale; Abdi, medagliato olimpico e mondiale nella maratona, ha affiancato alla propria carriera l'impegno di Sportaround, realtà che utilizza lo sport come strumento di inclusione e crescita per giovani provenienti da contesti fragili.

Dietro la riuscita della giornata c'è stato anche un importante lavoro di squadra del Panathlon Club Venezia. Consiglio Direttivo e soci hanno collaborato con entusiasmo e spirito di servizio alla preparazione dei diversi momenti, dall'incontro del mattino alla serata di gala. Un impegno forse poco visibile agli occhi del pubblico, ma essenziale per trasformare una ricorrenza importante in una vera giornata di incontro, amicizia e condivisione.

I 75 anni del Panathlon Club Venezia sono stati così molto più di una celebrazione. Hanno permesso di ricordare Venezia come luogo nel quale nel 1951 ebbe origine il movimento panathletico, di riaffermarne oggi la dimensione internazionale e, soprattutto, di guardare avanti.

Perché una storia importante non vive soltanto nella memoria di ciò che è stato. Vive nelle persone che oggi se ne prendono cura e nei giovani ai quali sapremo affidarla.

Queste le parole del Presidente del Panathlon Club Venezia, Gian Antonio Simoni Gaudenzi:

«Celebrare 75 anni significa essere orgogliosi della nostra storia, ma soprattutto chiederci quale Panathlon vogliamo consegnare a chi verrà dopo di noi. Nel 2051 il Panathlon Club Venezia raggiungerà il suo centenario e dobbiamo cominciare a costruirlo oggi.

La presenza e l'entusiasmo dei ragazzi del Barbarigo, così come il percorso che stiamo sviluppando con il Panathlon Junior Venezia, ci ricordano che i giovani non devono essere soltanto destinatari dei nostri valori, ma protagonisti. Dobbiamo dare loro fiducia, responsabilità e spazio.

Desidero infine ringraziare Giorgio Chinellato, Presidente del Panathlon International e Paolo Chiaruttini, Guardian Grande della Scuola, e, soprattutto, la squadra del Panathlon Club Venezia che ha lavorato con passione perché questa giornata riuscisse nel migliore dei modi. I valori dello sport non vanno soltanto ricordati: vanno vissuti e trasmessi. È questo il modo più bello per onorare i nostri primi 75 anni e guardare ai prossimi 25.»

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